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Giovedì, 22 Gennaio 2015 21:16

Nella serenità c’è tutto ma proprio tutto. 
Solo che Giuseppe..cosa intendi per “TUTTO”???

Questa domanda me l’hanno fatta un mare di persone..
Ad un certo punto mi sono detto: 
Ma forse l’italiano ha termini tipo “TUTTO” 
che possono venire interpretati?

Perchè la parola “Tutto”,
escludendo in questo caso le cose negative, vuol dire TUTTO.
Nella serenità c’è tutto compresa la felicità.

Niente..ancora mi chiedono: “Tutto cosa?”

E poi ancora:
“no no la felicità è meglio! Cosa dici!!! E’ tutt’altra cosa!

Allora provo a spiegare cosa intendo.

Il tutto è tutto. Cioè la serenità = TUTTO.

Sei sei sereno:

Ti piaci, ti accetti, ti migliori, stai bene, sei contento del tuo mondo, 
sei contento di essere single, fidanzato o sposato o separato. 
Sorridi sugli errori del passato e sorridi anche su quelli del presente. 

Hai un tenore di vita che ti piace, ami il tuo lavoro (se ce l'hai) 
Ami la tua perseveranza nel cercare un lavoro e un tenore di vita se non ce l'hai.
Ami la tua voglia e il tuo coraggio nell’inseguire qualcosa, qualcuno o un sogno.
Sei sereno, positivamente sereno.

Sei sereno capisci? HAI TUTTO L'ESSENZIALE.

Affronti le difficoltà con serenità e sei contento quando risolvi.
Sei meno contento quando non risolvi ma cavolo…sei generalmente SERENO. 

Ti piace la faccia che vedi nello specchio al mattino, 
ami il prossimo e non lo invidi o non provi gelosia o competizione. 

Sei sereno. 
Sei generalmente “perfetto dentro” non solo per un periodo.
Sei felicemente sereno. FELICEMENTE SERENO. 
(anche perchè  “serenamente felice” non si può sentire..per me è da idioti..)

Stai bene con te stesso e non te ne frega niente 
di contraddire persone ad esempio su feisbùùkk 
come invece fanno tanti compreso me.
 
Infatti lo notiamo anche nel web dal modo di scrivere di ognuno.
Internet arriva a molti di noi come una piattaforma in cui si discute e ci si informa. 

Siamo sempre esposti a critiche e giudizi e quando commentiamo, 
sveliamo il nostro pensiero, il nostro stato d'animo e le nostre convinzioni. 

Quindi facciamo che nessuno è sereno, facciamo prima. Va bene?

Facciamo che nessuno è sereno, anche perchè è proprio vero. E’ proprio così.
Nessuno è sereno, neanche il Papa e azzarderei dicendo: Neanche Dio.
Ecco il perchè del cartello “Serenità meglio che Felicità” magari fosse così..
Credevo fosse a misura di pesce spigola (d’allevamento e di mare aperto)

Ma chi è sereno veramente a parte a momenti? Nessuno.

Allora parliamo di felicità che anch’essa è a momenti 
ma noi la idealizziamo e concepiamo come se quando arriverà, sarà per sempre.
Noi speriamo che sia così, ci crediamo proprio, ecco perchè poi stiamo male il triplo.

La felicità è bella, astratta e concreta ma equivale ad un gratta e vinci 
o ad una carta che quando si esaurisce il credito la devi ricaricare. 

Attenzione però..

La puoi ricaricare solo se godi di tantissime emozioni mai usate 
risparmiate nel tempo e che puoi rimettere sulla carta ricaricabile:
che sarebbe il cuore.

Poi qualcuno mi spiegherà come si fanno a risparmiare le emozioni
e dove si mettono prima di essere tirate fuori, una volta esaurite quelle vecchie già provate.

Il punto è che la Felicità
non si può risparmiare perchè non si controlla 
e quando arriva non avverte niente e nessuno.
Bisogna prenderla al volo, viverla il più possibile
o in modo compatibile con chi ce la dona.
Ecco il perchè del cartello che alzo ai concerti: MUOIO DOPO, ORA VIVO.

Può arrivare ora, tra un secondo, domani, dopo, sempre.
Ma non sai quando e come. E non sai quanto dura.
La felicità non si può costruire o pianificare.
Al massimo si può idealizzare ed è lì che si comincia a fare casino.

Eh si..proprio perchè noi idealizziamo una cosa che non ha regole.

NON STO PARLANDO SOLO DI RAPPORTI D'AMORE MA IN MODO UNIVERSALE.
La felicità per noi stessi.
Quando ci succede qualcosa di bello e meraviglioso, qualunque cosa.

Comunque facciamo che la felicità sia meglio della serenità 
(per me la serenità contiene tutte e due le cose voglio insistere:
nella serenità c’è TUTTO)

Ma facciamo che la felicità sia meglio della serenità ..

Il problema è quando la felicità finisce. Eh appunto e quando finisce?
Potrei dire (“Cambia, prende un’altra forma, passicchia, muta).

"FINISCE" è il termine adatto o meglio…svanisce.. 
come le bollicine dell’acqua gassata quando lasci la bottiglia aperta.
Finisce e noi non ce lo spieghiamo o non ce lo aspettiamo 
o non lo vogliamo accettare o “lo sapevamo che finiva così…”
Oppure: “credevo che fosse e invece non era”.
Oppure: Non capisco perchè prima si e ora no.."
E invecchiamo dentro. I nostri occhi si spengono piano piano.

E' lì che si capisce che le emozioni non si possono controllare 
e che come tutto arriva, tutto può andarsene. 
E allora subentra la paura di perdere qualcosa o qualcuno
anche durante la permanenza della “felicità” (chi più chi meno)

Anche perchè fidarsi del tutto e ciecamente di qualcosa o di qualcuno
non è consigliabile, sia nel bene che nel male. 
Dobbiamo sempre pensare anche lontanamente
che può accadere qualcosa. (di bello o di brutto)

Quindi in generale, siamo insicuri e ce la raccontiamo 
e quindi in un modo o nell’altro non siamo mai sereni.

Quando perdiamo la felicità mica siamo sereni.
Prima che arrivi la felicità mica siamo sereni..

Quando la aspettiamo o la cerchiamo,
siamo speranzosi e quindi ansiosi ed esigenti.
(anche se poi questa cosa le neghiamo anche a noi stessi,
per protezione della nostra corazza)
Corazza in questo caso= Durezza di comprendonio.

Però dai che ce ne frega…Siamo felici ora, siamo stati felici un tempo  
e lo saremo ancora (forse) 
Intanto viviamo “sereni” aspettando la felicità..

Ecco, a questo io non ci credo.

“Viviamo sereni aspettando la felicità..”

Ma quando mai?
E più si cresce e più passa il tempo e meno si vive sereni. 
(ah dimenticavo: aspettando la felicità.........)

Ma si diciamolo a favore di quelli che…..”me la voglio raccontare”:
Uno che cerca la felicità, è “serenamente ansioso” va meglio così? (Ma dai..)

A parte scherzi.

La domanda quindi è: Se fossimo sereni, saremmo si felici.. o no..?

No? Ok, allora sto parlando solo con persone “serenamente felici” (fa proprio ridere anche scriverlo) 
o persone “serenamente ansiose” quindi non serene,
che sperano che un giorno saranno felici. 

Però appunto, non sono serene.. anche se dicono di esserlo..

Poi ci sono quelli che dicono: "Io sono sia felice che sereno".
Poi ci parli e ti rendi conto che non è nè sereno nè felice.
Poi ci sono quelli che dicono: io sono sempre felice! (spero duri per sempre, saresti il primo caso)

Allora meglio essere felicemente sereni o serenamente felici?
Io non ho dubbi e scelgo la prima. Se ci riuscissi, le avrei tutte e due.

Rifaccio la domanda allora: Se fossimo sereni, saremmo si felici.. o no..?

No? Ok, allora felicità è meglio che serenità.
Solo che... se non SIAMO SERENI,
come possiamo amare noi stessi
ed essere quindi FELICI PER SEMPRE? 

Serenità meglio che felicità. Magari fosse così..

Me


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